COLAZIONE DA TIFFANY

Quando ho pensato al progetto di #quandoilibrivannoalcinema questo titolo è stato uno dei primi a cui ho pensato.

Un classico ormai della letteratura mondiale e un film cult che tutti gli espertissimi classificano come capolavoro assoluto ma che, ahimè, fino ad oggi io non avevo avuto modo nè di leggere nè di guardare.

Devo ammettere che è uno dei titoli che mi ha dato maggiore soddisfazione. Qui è impossibile cadere nel solito clichè “meglio il libro del film”, (clichè che grazie a questo progetto sta cadendo sempre più a pezzi per me personalmente).

Insieme ai miei compagni di viaggio abbiamo percepito le stesse sensazioni. Innanzitutto bisogna sottolineare che non ci troviamo di fronte ad un banalissimo libro d’amore, c’è tanto da cui prendere spunto. Ad esempio è strabiliante come Capote dia valore al ruolo della donna, assoluta protagonista della storia, dove la sua indipendenza e la sua voglia di cambiamento sono le caratteristiche fondamentali di Holly. A tratti stralunata, a tratti nostalgica questa donna apparentemente misteriosa ma oggettivamente spavalda è l’emblema della contrapposizione, una donna in conflitto con un epoca dove l’amore “canonico” era senza dubbio l’aspirazione massima per ognuna; lei qui è l’apoteosi del coraggio, abbatte via questo muro e diventa padrona dei suoi sogni.

Guardando poi il film, sono rimasto letteralmente senza parole. è a dir poco incredibile la bravura della Hepburn, ha saputo rappresentare magistralmente il ruolo di Holly impersonificandone tutte le caratteristiche. Holly c’è ed è letteralmente come te l’eri immaginata.

Ovviamente troviamo delle differenze tra libro e film, poichè è anche giusto che il film abbia un ritmo completamente diverso rispetto al libro, già a partire dalla narrazione; infatti nel libro conosciamo la storia grazie al racconto di Paul, mentre nel film il narratore è esterno e Paul diventa un protagonista “misterioso” tanto quanto Holly. A proposito di Paul è importante evidenziare come nel libro appaia come una figura timida, goffa che pende quasi dalle labbra di Holly, mentre nel film cambia decisamente carattere, diventa il bello e desiderabile di turno e sembra quasi che sia Holly a pendere dalle labbra di lui.

Troviamo ambienti e personaggi diversi sia in una versione che nell’altra, ma il risultato è uno ed è strano… le storie pur essendo diverse tra di loro sembrano allo stesso tempo identiche, è una sensazione che abbiamo provato tutti e che è difficile da poter spiegare a parole. In ogni caso diventano complementari e sicuramente entrambe straordinarie.

Holly è sicuramente la rappresentazione vivente della vicina che nessuno vorrebbe mai avere, ma che ognuno di noi vorrebbe essere. Una ragazza ingenua che non trova malizia anche dove questa è palese ed evidente, che ha il coraggio di mollare tutto e di vivere la vita che ha sempre desiderato senza dare troppa importanza ai dettami che la società ci impone, si… è così che io vorrei essere. Troveremo mai questo coraggio?!

Libro stupendo, scorrevole e breve, ha la capacità di racchiudere in poche pagine tutto quello che c’è da sapere e una volta terminato provi tanta nostalgia.

Film indescrivibile, non ho trovato un solo difetto, dagli attori, ai tempi fino ad arrivare alla scelta della musica. MAGISTRALE.

Super consigliato!

“Mi sono accorta che per sentirmi meglio mi basta prendere un taxi e farmi portare da Tiffany. è una cosa che mi calma subito, quel silenzio e quell’aria superba: non ci può capitare di brutto là dentro, non con quei cortesi signori vestiti così bene, con quel simpatico odore d’argento e di portafogli di coccodrillo.”

Auguro a tutti di trovare un posto nel mondo che dia le stesse emozioni che Tiffany riesce a far provare ad Holly.

TRAMA:

Quando “Colazione da Tiffany” venne pubblicato per la prima volta, nel 1958, il «Time» definì la sua eroina Holly Golightly: «la gattina più eccitante che la macchina per scrivere di Truman Capote abbia mai creato. È un incrocio tra una Lolita un po’ cresciuta e una giovanissima Zia Mame… sola, ingenua e un po’ impaurita». Di tutti i suoi personaggi, disse Capote più tardi, lei era la sua preferita, ed è facile capire perché. Holly è una cover-girl di New York, attrice cinematografica mancata, generosa di sé con tutti, consolatrice di carcerati, eterna bambina chiassosa e scanzonata. È un personaggio incantevole, dotato di una sorprendente grazia poetica. Intorno a lei ruotano tipi bizzarri come Sally Tomato, paterno gangster ospite del penitenziario di Sing Sing; O.J. Berman, il potente agente delle star di Hollywood; il «vecchio ragazzo» Rusty Trawler; Joe Bell, proprietario di bar e timido innamorato…

Titolo: Colazione da Tiffany

Autore: Truman Capote

Editore: Garzanti

Pagine: 112

Prezzo: 12,00€

Canzone da accompagnare: Moon River – Audrey Hepburn

PARLARNE TRA AMICI

Capolavoro o solo grandissima fortuna dovuta ad abilissime strategie di marketing?!

So che con questa breve recensione mi attirerò le antipatie di qualcuno, ma io non ho dubbi, scelgo la seconda.

Quando ho deciso di approcciarmi a questo libro sapevo a cosa andavo incontro. Molte persone con gusti molto simili ai miei mi avevano avvisato che questo libro non mi sarebbe proprio piaciuto. Però, quando sento troppo clamore su un libro o su un autore/autrice in particolare, sento proprio la necessità di farmi un’idea personale. Quindi spinto da questa curiosità ho deciso di comprare questo libro, in lingua originale.

Ora se per rendere un libro innovativo e interessante basta inserire tutto ciò che riguarda il mondo tecnologico fatto di email, messaggi, siti, foto ecc. devo essermi perso qualcosa in tutto questo tempo che sono stato a leggere altra roba. A parte i personaggi che ho trovato fastidiosi al limite dello schiaffeggiamento e privi di qualsiasi empatia e dico: ok, potrebbe essere colpa mia; a parte la storia con una trama così prevedibile e monotona dove succede tutto e non succede niente allo stesso tempo e ridico: ok, è ancora colpa mia, forse sono stato abituato troppo male (BENE!) … ma sono veramente questi i MILLENNIALS? L’immagine che ne viene fuori è di una superficialità e di una antipatia unica e la storia è degna di una soap opera anni 80. Ci sono degli argomenti forti come la parte della “malattia” e dell’ecografia della protagonista, che mira forse a trattare un argomento tabù e potrebbe essere di aiuto per molte giovani donne, tratta l’argomento della depressione, il tema dei genitori alcolizzati ma purtroppo non vengono trattati con la giusta rilevanza, il classico libro intelligente ma che non si applica. Oltre questi brevi cenni ad argomenti interessanti, a mio avviso, il nulla assoluto. Atteggiamenti, comportamenti e modi di fare davvero confusi e in conflitto con sè, cambio di idee, incapacità di prendere delle decisioni nette e un’impulsività a tratti fuori controllo sono tutti atteggiamenti giustificabili in una ragazza di 20 anni per carità, se non fosse che i medesimi comportamenti li ritroviamo anche in chi di anni ne ha più di 30, classico atteggiamento da bambini capricciosi.

E il risultato è Hanna Montana che incontra Beautiful … ed ecco la magia.

Se penso che molti blogger con questo libro hanno trovato delle analogie tra Sally Rooney e Jane Austen la mia sofferenza tocca vette altissime ma così alte da farmi perdere la facoltà di parola, ma forse ancora una volta sono stato io a non aver compreso qualcosa e quindi alzo le mani.

L’unica nota positiva è il fatto di averlo letto in inglese. Se c’è una cosa che non si può rimproverare a quest’autrice è il fatto di aver scritto un libro scorrevole, godibile e comprensibile anche in lingua originale. Quindi se qualcuno volesse approcciarsi a questo tipo di lettura sicuramente è un ottimo punto di partenza da prendere in considerazione.

Da leggere in estate, senza troppo impegno, sotto l’ombrellone solo se non avete di meglio a portata di mano.

TRAMA:

Frances è troppo intelligente per innamorarsi di un uomo sposato. O almeno cosí pensava prima di incontrare Nick. Bobbi, la sua ex amante, e Melissa, la moglie di Nick, sono troppo moderne e consapevoli per essere gelose. O almeno cosí pensavano. «Sally Rooney ha scritto il caso letterario dell’anno. Parlarne tra amici è il romanzo sull’amore e il tradimento nel nostro tempo». «The New Yorker» Frances ha ventun anni e ha costruito un muro fatto di intelligenza, autocontrollo e freddezza per arginare il mare delle sue insicurezze. L’insicurezza per un corpo che non le piace e che è pronta a ferire pur di metterlo a tacere; l’insicurezza per una famiglia troppo povera e ignorante per il mondo in cui la figlia ha deciso di vivere; l’insicurezza per la sua stessa intelligenza che per quanto brillante, seducente e incline al sarcasmo, non lo sarà mai come quella di Bobbi. Ecco, Bobbi: la sua amica, compagna di studi e di passioni (insieme scrivono e recitano poesie in una Dublino mai cosí bohémienne e sensuale), e suo primo amore. Anche adesso, quando dopo essere state amanti imparano a essere amiche, Bobbi agli occhi di Frances sembra sempre la versione migliore di lei: piú bella, piú cool, piú trasgressiva, piú impegnata, piú lesbica, piú ricca. Eppure, quando le due ragazze conoscono una coppia sposata piú grande di loro, sarà su Frances e non su Bobbi che poserà gli occhi Nick – un attore in crisi ma decisamente bello. E Melissa, la moglie di Nick, cosa ci trova in Bobbi? È piú attratta dal suo esibito disprezzo per i borghesi (come Melissa stessa) o dalla sua distratta e selvaggia sensualità? Man mano che i legami si intrecciano e le relazioni si saldano, dal vivo o online, i quattro protagonisti di questa storia discutono insieme di sesso e amicizia, di arte e letteratura, di politica e genere, e ovviamente di loro stessi.

Titolo: Parlarne tra amici/ Conversations with friends

Autrice: Sally Rooney

Casa editrice: Einaudi/ Faber & Faber

Prezzo: 12,00€

LACCI

Parlare di questo libro non è una cosa semplice.

Così piccolo e breve ma così pieno di tante cose che ti lascia un attimo stordito.

Ho avuto il grandissimo piacere di condividere questa lettura con Elisa @iltempodiunlibro ed entrambi abbiamo provato le stesse sensazioni. Condividere la lettura di un libro così ti da la possibilità di vivere le emozioni al quadrato. Ho avuto modo di leggere e provare le emozioni dal mio punto di vista, quello di un semplice ragazzo, figlio di due genitori che si amano tanto e di provare anche quelle dal punto di vista di Elisa, che oltre ad essere figlia è anche madre.

Starnone scrive bene e ti cattura fin dalla prima pagina. A mio modesto parere, quello di Lacci è uno dei migliori incipit che abbia letto negli ultimi anni. Ti spiattella, istantaneamente, la rabbia di una donna letteralmente straziata.

“Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie. Lo so che fai finta che non esisto e che non sono mai esistita perchè non vuoi fare brutta figura con la gente molto colta che frequenti.”

Ma le sorprese non finiscono qui. La cosa che mi ha veramente colpito è come lo scrittore ti accompagni dentro ad una storia raccontata da quattro punti di vista totalmente differenti, e tutte le volte ti convince a stare dalla parte di chi sta raccontando la versione della stessa vicenda.

Questa cosa mi ha fatto riflettere molto. Come nella vita reale infatti, quando capita di avere un malinteso con qualcuno o ci capita di sentire le storie degli altri, chiunque sta raccontando quella storia ci convincerà al 99% che la ragione stia dalla sua parte. Ed è proprio questo quello che avviene in queste pagine, anche quando il protagonista ha tutte le carte in regola per avere torto marcio ci convince a stare dalla sua parte. Ogni punto di vista è prezioso, perchè ognuno, in un modo o in un altro, ha provato un grande dolore e te lo fa assaporare. Nessuno riesce quasi mai ad ammettere di avere colpa, di aver sbagliato qualcosa, non si fa altro che vomitare addosso all’altro tutta la cattiveria, la rabbia e il veleno che scorre nel proprio sangue. Lo scopo ultimo è quello di FERIRE, anche se dopo non ci si sente mai realmente appagati. Anzi, si creano soltanto dei muri e delle distanze che non si possono più colmare. Ormai tutto si è rotto, fuori ma soprattutto dentro ad ognuno di loro, e la verità è che nessuno in questa storia ne esce realmente vincitore.

“Ho ripensato spesso a quelle poche parole, a volte non mi dicono niente, a volte tutto. Sia io che lei conosciamo l’arte della reticenza. Dalla crisi di tanti anni fa abbiamo imparato entrambi che per vivere insieme dobbiamo dirci molto meno di quanto ci taciamo. Ha funzionato.”

A tutto questo vanno aggiunti i continui colpi di scena, che ti lasciano realmente a bocca aperta. Come se ci fosse una sorta di storia parallela, dove i protagonisti sono sempre gli stessi, e che ad un certo punto si ricongiungono tra di loro è diventano un’unica storia e il lettore ne esce letteralmente SCONVOLTO.

Un piccolo gioiellino che ti fa provare delle emozioni contrastanti. CONSIGLIATISSIMO.

Titolo : Lacci

Autore: Domenico Starnone

Casa Editrice: Einaudi

Pagine: 133

Prezzo: 12,00€

TRAMA:

“Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie”. Si apre così la lettera che Vanda scrive al marito che se n’è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato di una ragazza insieme alla quale tutto gli sembra leggero, e lei a Napoli con i figli, a misurare l’estensione del silenzio.

Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? e che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perchè niente è più radicale dell’abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante, il racconto magistrale di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.

Voto finale: ⭐⭐⭐⭐⭐/5

Canzone da accompagnare: La costruzione di un amore – Mia Martini

COME DIVENTAI MONACA

Un libro con una copertina che ti fa venire voglia di mangiarlo, Batman (la cui identità per anni avete creduto appartenesse a chissà chi, quando in realtà sono sempre stato io), i ragazzacci dietro che mi guardano con una certa perplessità, ed uno sfondo giallognolo che completa il quadretto alla perfezione.

Questo mix perfetto per dirvi che io QUANDO DIVENTAI MONACA l’ho amato dall’inizio alla fine.

Un libro che parte con una trama da pseudo thriller ma che subito dopo dirotta in tutt’altra direzione, insomma uno di quei libri da cui non sai cosa aspettarti; in cui già dal titolo ti aspetti un qualcosa che non arriverà mai, ma il cui risultato finale si mostra ancora più bello delle tue aspettative.

A tratti ansiogeno, in molti casi super esilarante e tragicomico, ha un pregio straordinario : non ti annoia mai. In alcune pagine addirittura mi sono commosso, perchè ho rivisto prendere vita tra le pagine, seppur in maniera totalmente diversa, diverse parti della mia infanzia.

La bambina protagonista, è la classica bambina che a tratti la ami alla follia perchè le sue azioni portano sempre ad un epilogo inaspettato; in altri casi invece è quella bambina che nella vita reale vorresti evitare di conoscere, quella che non vorresti mai incontrare, che già dal primo incontro capisci che in un modo o in un altro possa metterti in difficoltà, proprio fastidiosa… ma che all’interno della storia è inevitabile e diventa la tua compagna di merende preferita.

La bambina ha il classico atteggiamento della stupidina, della finta tonta anche se in realtà non lo è per niente. Lei finge letteralmente di fare la stupida e si diverte da matti a mettere in difficoltà tutti gli adulti che incontra nel corso delle sue esperienze, in realtà ha una fantasia straordinaria. La sua mente partorisce dei pensieri delle visioni in cui il lettore non potrà fare a meno di perdersi. Anche quando secondo chi la sta osservando dall’esterno sembra taciturna e imbambolata la sua mente sogna ad occhi aperti e ci racconta tutto il suo straordinario flusso di pensiero.

Una scrittura davvero fenomenale, descrittiva e dettagliata ma mai stancante, il suo stile è poetico e delicato anche quando ci sta raccontando la più grande tragedia mai udita prima, non perde mai il suo aplomb dando al racconto un’aria elegante e sofisticata. Una penna intelligente.

“Fu uno degli scandali memorabili della Scuola 22 di Rosario. Alla fine, poco prima che suonasse la campanella, la maestra uscì dalla Direzione ed entrò in aula, che era la prima del corridoio. Mentre mi passava accanto non mi guardò né mi invitò a seguirla: di fatto, non mi rivolse più la parola né mi degnò di uno sguardo tutto l’anno.”

Mi ha ricordato quando in prima elementare mio padre, un giorno, alla fine delle lezioni litigò con la mia maestra preferita davanti a tutti gli altri genitori, ma lo fece per una causa nobilissima, che ho compreso veramente solo a distanza di molti anni. Nella mia classe avevamo un compagno con gravi disabilità cognitive (che aveva la sua personale maestra di sostegno ovviamente) e quel giorno la mia maestra di italiano alla fine della scuola decise di parlare ANIMATAMENTE con la madre di quel bambino mortificandola davanti a tutti gli altri genitori e avvisandola che da quel momento in poi lei si sarebbe categoricamente rifiutata di fare lezione a tutti gli altri ragazzi se quel bambino fosse stato presente in classe durante le sue ore di lezione, poichè ne rallentava l’andamento generale. Mio padre, giustamente, senza pensarci due volte si scagliò contro la maestra e prese le difese di quella madre in lacrime. Ricordo ancora oggi quella scena, e ricordo soprattutto che mio padre fu l’unico genitore a prendere una posizione.

Conseguenza della vicenda: il bambino rimase in classe con noi (mio padre la minacciò di denuncia), la maestra non mi rivolse mai più la parola. Pagai io le conseguenze di tutto. Non ovviamente dal punto di vista didattico, poichè la mia valutazione non subì alcun mutamento, ma il nostro rapporto cessò completamente di esistere. Grazie al cielo quel mezzo anno passò velocemente e la maestra magicamente fu trasferita in un’altra scuola e venne quindi sostituita. Vi assicurò però che in quel periodo detestai la presa di posizione di mio padre, avrei voluto che avesse taciuto come tutti gli altri genitori presenti in quel momento, pensavo che per colpa sua la maestra non mi volesse più bene.

A distanza di anni posso invece affermare di essere orgoglioso per quello che fece mio padre in quella circostanza. E posso anche dire che, forse, quella maestra non era la mia maestra preferita. Faccio male a pensarlo?

Un libro breve dove tutto quello che succede non è mai quello che avresti immaginato, fino ad arrivare ad un finale da mozzare il fiato.

Titolo : Come diventai monaca

Autore: César Aira

Casa editrice: Fazi Editore

Pagine: 111

Prezzo: 16,00€

TRAMA:

Come diventai monaca è un piccolo grande libro che ci fa tornare bambini e custodisce in poche pagine il tesoro più prezioso dell’infanzia: l’immaginazione. Un romanzo sorprendente, fra i più apprezzati e conosciuti di César Aira, sempre in bilico fra realtà e fantasia, tragico e comico, ombre scure e colori vivaci.

Madre, padre e figlia si sono appena trasferiti in città. Il padre prende per mano la bambina e la porta a mangiare il gelato, una delizia mai provata prima. Fra tutti i gusti e colori la bambina emozionata, sceglie la fragola. Il gelato però è disgustoso. Il padre insiste, sempre più arrabbiato, ma alla fine lo assaggia anche lui: effettivamente, è avariato. I due tornano sul luogo del misfatto e, preso da un raptus, il padre uccise il gelataio affogandolo nel gelato alla fragola.

Dopo un periodo in ospedale a causa dell’intossicazione, la bambina comincia la scuola in ritardo rispetto ai compagni. Non sa leggere né scrivere e trova rifugio nella sua prodigiosa fantasia, popolata di radio che prendono vita, nane che fanno miracoli, dentiere rubate per il carnevale, cieli che si tingono di rosa. Mescolando il ricordo all’immaginazione crea mondi sensibili e delicati, poetici e meravigliosi. A partire dalla narrazione di sé: una narrazione tutta sua.

Finché, così come è cominciato, il racconto si chiude col gelato alla fragola, protagonista di un’atroce vendetta.

voto finale: ⭐⭐⭐⭐⭐/5

canzone da accompagnare: It’s my party – Lesley Gore

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Un libro con una copertina che ti fa venire voglia di mangiarlo. A tratti ansiogeno, in molti casi super esilarante e tragicomico, ha un pregio straordinario : non ti annoia mai. In alcune pagine addirittura mi sono commosso, perchè ho rivisto prendere vita tra le pagine, seppur in maniera totalmente diversa, diverse parti della mia infanzia. Mi ha ricordato, in particolare, quando in prima elementare mio padre, alla fine delle lezioni litigò con la mia maestra preferita davanti a tutti gli altri genitori, ma lo fece per una causa nobilissima, che ho compreso veramente solo a distanza di molti anni. Nella mia classe avevamo un compagno con gravi disabilità cognitive (che aveva la sua personale maestra di sostegno ovviamente) e quel giorno la mia maestra di italiano alla fine della scuola decise di parlare ANIMATAMENTE con la madre di quel bambino mortificandola davanti a tutti gli altri genitori e avvisandola che da quel momento in poi lei si sarebbe categoricamente rifiutata di fare lezione a tutti gli altri ragazzi se quel bambino fosse stato presente in classe durante le sue ore di lezione, poichè ne rallentava l'andamento generale. Mio padre, giustamente, si scagliò contro la maestra e prese le difese di quella madre in lacrime. Ricordo ancora oggi quella scena, e ricordo soprattutto che mio padre fu l'unico genitore a prendere una posizione. Conseguenza della vicenda: il bambino rimase in classe con noi (mio padre la minacciò di denuncia), la maestra non mi rivolse mai più la parola. Pagai io le conseguenze di tutto. Non ovviamente dal punto di vista didattico, poichè la mia valutazione non subì alcun mutamento, ma il nostro rapporto cessò completamente di esistere. Grazie al cielo quel mezzo anno passò velocemente e la maestra magicamente fu trasferita in un'altra scuola e venne quindi sostituita. Vi assicuro però che in quel periodo detestai la presa di posizione di mio padre, avrei voluto che avesse taciuto come tutti gli altri genitori presenti in quel momento, pensavo che per colpa sua la maestra non mi volesse più bene. A distanza di anni posso invece affermare di essere orgoglioso di mio padre. Link in bio per la recensione completa sul blog!

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LE FERITE ORIGINALI

Quando ho letto la trama di questo libro, comparso per puro caso tra i suggerimenti di Amazon, me ne sono letteralmente innamorato.

Così, grazie anche al buono Mondadori che mi è stato regalato per la laurea, ho deciso di accaparrarmelo all’istante. Non senza paura però. Tutte le volte infatti che nutro delle aspettative altissime su un libro mi succede di trovarmi poi a fine lettura in un bivio: o me ne innamoro così tanto da rimanere intrappolato per giorni dentro quelle pagine oppure capita che il libro si rivela un vero e proprio flop.

Ovviamente in questo caso ci troviamo di fronte alla prima opzione. Infatti, sono settimane che rinvio l’uscita del post, perchè ho paura di non riuscire ad esprimere veramente tutto quello che voglio dire, ma ci proverò.

Innanzitutto un enorme plauso va all’autrice che ha deciso di trattare due temi che sono considerati ancora oggi dei tabù enormi, ovvero la sindrome dello spettro bipolare e la bisessualità e li tratta con una naturalezza ed una semplicità da commuoverti all’istante.

In questo libro troveremo tante personalità tutte diverse dalle altre ma tutte legate tra di loro da un sottile filo invisibile. I personaggi vivono in uno stato di apnea, si ha proprio la sensazione di stare sommersi sott’acqua insieme a loro e fino alla fine non si sa se riusciranno a tornare a galla o sprofonderanno per sempre.

In certi casi il bisogno e la richiesta di aiuto sono così espliciti e così forti che te lo senti urlare in faccia ed è letteralmente impossibile non commuoversi, fino alla fine. A volte si prova anche odio e antipatia per molti atteggiamenti di tutti loro, nessuno escluso, ed è qui secondo me che il libro acquista ancora più forza. L’autrice non ha la pretesa di rendere a tutti i costi simpatici i suoi personaggi, ce li mostra nudi, ci fa conoscere tutte le facce della loro medaglia, getta via ogni maschera e il libro ti mostra tutta la sua verità. Infatti per quanto possa sembrare impossibile e assurdo, questa storia ha proprio il sapore della sincerità, di vita reale.

Per alcuni il libro potrebbe essere troppo crudo, sono tante le scene di sesso esplicito, di sofferenza, di dolore… in alcuni casi ci troviamo di fronte ad atteggiamenti di puro masochismo, per cui forse lo sconsiglio a chi è troppo sensibile a questi argomenti, ma a mio modesto parere è un libro che va assolutamente letto almeno una volta nella vita.

Parlando con l’autrice ho anche scoperto che ha scritto un libro in cui ritroviamo uno dei personaggi principali, dal titolo : ” TUTTO CHIUSO TRANNE IL CIELO” che non vedo l’ora di leggere.

“Lui cercava le ferite originali, nelle persone, la rottura profonda che anche se loro si indurissero, si pietrificassero, si riducessero in polvere, continuerebbe a far male. Parlava direttamente a quella, Christian Negri, per questo nessuno riusciva a resistergli.”

Il protagonista a volte può sembrare sadico, cattivo, spregiudicato, senza coscienza e senza morale … sfiorerà dei picchi di UP e DOWN davvero incredibili, invece è solo fragilità.

Di diritto tra i libri più belli letti quest’anno. Forse di sempre.

Titolo del libro: Le ferite originali

Autore: Eleonora C. Caruso

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 19,00 €

TRAMA:

“Ci sono vite ordinarie, è giusto che ci siano, ma la tua no, la tua vita è pazzesca, è strana, è inspiegabile, è straordinaria. Tu sei fatto per raccogliere gli stimoli più estremi, tu sei destinato a un sentimento vario, universale, colossale, a esplorare quello che significano in ogni sfumatura il sesso, il dolore, l’amore.”

Siamo a Milano, negli anni di Expo. Dafne ha venticinque anni, studia Medicina, è benestante, graziosa e giudiziosa, e ha un tale bisogno di essere amata da non voler capire che la sua relazione sta andando in pezzi. Davide è uno studente di Ingegneria fisica al Politecnico, vive in periferia, ha la bellezza timida e inconsapevole di chi da bambino è stato grasso e preso in giro dai compagni di scuola. Dante ha quarant’anni, è un affascinante uomo d’affari, ricco e in apparenza senza scrupoli, capace di tenerezza soltanto con la figlia Diletta.

Dafne, Dante e Davide non lo sanno, ma tutti e tre hanno in comune una cosa: stanno con lo stesso ragazz. Si tratta di Christian: ex modello, bellissimo. Seduttivo, manipolatore, egocentrico, Christian ha in sè i mostri e la magia: è bipolare, e alterna picchi di irrefrenabile euforia a terrificanti abissi depressivi, trascinando nel suo mondo spezzato anche Julian, il fratello adolescente, per cui prova un affetto eccessivo, quasi soffocante.

Christian catalizza e amplifica come un prisma i desideri di Dafne, Davide e Dante, e le vite di questi quattro personaggi finiscono per intessersi così fittamente che nemmeno al momento della verità – e alla caduta che ne consegue – riusciranno a slegarsi.

Regina delle fanfiction e già acclamata dalla critica per l’esordio Comunque vada non importa, Eleonora C. Caruso in questo romanzo conferma il suo grandissimo talento letterario affondando senza timore, e con la voce di una vera scrittrice, in una materia densa, oscura, palpitante- la vita, che dove pur essere qualcosa di più della somma di ciò che abbiamo perduto.

Mi presento

Ciao a tutti, io sono Emanuele. Sono un ragazzo siciliano, laureato in Scienze e tecnologie alimentari.

Ho tantissime passioni e cerco di coltivarle tutte con amore e dedizione!

Una delle mie passioni più grandi è legata alla lettura e ai libri, per cui gran parte di questo spazio sarà occupato da loro, ma vi prometto che non sarà l’unica cosa che troverete. Questo sarà un vero e proprio viaggio dentro la mia testa!

STAY TUNED!

Per info e collaborazioni: emanu.aleo@gmail.com

Seguimi su instagram: https://www.instagram.com/losfoglialibri/

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