LACCI

Parlare di questo libro non è una cosa semplice.

Così piccolo e breve ma così pieno di tante cose che ti lascia un attimo stordito.

Ho avuto il grandissimo piacere di condividere questa lettura con Elisa @iltempodiunlibro ed entrambi abbiamo provato le stesse sensazioni. Condividere la lettura di un libro così ti da la possibilità di vivere le emozioni al quadrato. Ho avuto modo di leggere e provare le emozioni dal mio punto di vista, quello di un semplice ragazzo, figlio di due genitori che si amano tanto e di provare anche quelle dal punto di vista di Elisa, che oltre ad essere figlia è anche madre.

Starnone scrive bene e ti cattura fin dalla prima pagina. A mio modesto parere, quello di Lacci è uno dei migliori incipit che abbia letto negli ultimi anni. Ti spiattella, istantaneamente, la rabbia di una donna letteralmente straziata.

“Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie. Lo so che fai finta che non esisto e che non sono mai esistita perchè non vuoi fare brutta figura con la gente molto colta che frequenti.”

Ma le sorprese non finiscono qui. La cosa che mi ha veramente colpito è come lo scrittore ti accompagni dentro ad una storia raccontata da quattro punti di vista totalmente differenti, e tutte le volte ti convince a stare dalla parte di chi sta raccontando la versione della stessa vicenda.

Questa cosa mi ha fatto riflettere molto. Come nella vita reale infatti, quando capita di avere un malinteso con qualcuno o ci capita di sentire le storie degli altri, chiunque sta raccontando quella storia ci convincerà al 99% che la ragione stia dalla sua parte. Ed è proprio questo quello che avviene in queste pagine, anche quando il protagonista ha tutte le carte in regola per avere torto marcio ci convince a stare dalla sua parte. Ogni punto di vista è prezioso, perchè ognuno, in un modo o in un altro, ha provato un grande dolore e te lo fa assaporare. Nessuno riesce quasi mai ad ammettere di avere colpa, di aver sbagliato qualcosa, non si fa altro che vomitare addosso all’altro tutta la cattiveria, la rabbia e il veleno che scorre nel proprio sangue. Lo scopo ultimo è quello di FERIRE, anche se dopo non ci si sente mai realmente appagati. Anzi, si creano soltanto dei muri e delle distanze che non si possono più colmare. Ormai tutto si è rotto, fuori ma soprattutto dentro ad ognuno di loro, e la verità è che nessuno in questa storia ne esce realmente vincitore.

“Ho ripensato spesso a quelle poche parole, a volte non mi dicono niente, a volte tutto. Sia io che lei conosciamo l’arte della reticenza. Dalla crisi di tanti anni fa abbiamo imparato entrambi che per vivere insieme dobbiamo dirci molto meno di quanto ci taciamo. Ha funzionato.”

A tutto questo vanno aggiunti i continui colpi di scena, che ti lasciano realmente a bocca aperta. Come se ci fosse una sorta di storia parallela, dove i protagonisti sono sempre gli stessi, e che ad un certo punto si ricongiungono tra di loro è diventano un’unica storia e il lettore ne esce letteralmente SCONVOLTO.

Un piccolo gioiellino che ti fa provare delle emozioni contrastanti. CONSIGLIATISSIMO.

Titolo : Lacci

Autore: Domenico Starnone

Casa Editrice: Einaudi

Pagine: 133

Prezzo: 12,00€

TRAMA:

“Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie”. Si apre così la lettera che Vanda scrive al marito che se n’è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato di una ragazza insieme alla quale tutto gli sembra leggero, e lei a Napoli con i figli, a misurare l’estensione del silenzio.

Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? e che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perchè niente è più radicale dell’abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante, il racconto magistrale di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.

Voto finale: ⭐⭐⭐⭐⭐/5

Canzone da accompagnare: La costruzione di un amore – Mia Martini

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